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Guida per arbitri e circoli

La tabella VP, spiegata

Al tavolo si contano i punti. In classifica ci vanno i Victory Point. Capire il passaggio fra i due è la cosa che distingue un arbitro che sa quello che fa da uno che copia i numeri da un foglio.

  1. 1.Perché non bastano i punti

    Una mano può chiudersi con millecinquecento punti di scarto e un’altra con cinquanta. Se la classifica si facesse con i punti, una serata fortunata peserebbe quanto un torneo intero, e due coppie che hanno giocato bene per quattro turni verrebbero scavalcate da una che ha pescato bene una volta.

  2. 2.Che cosa misura un VP

    Il VP non misura quanto hai vinto, ma quanto nettamente. Si prende la differenza di punti fra le due coppie del tavolo e la si legge su una tabella che la trasforma in un punteggio piccolo e limitato, di solito fra 0 e 20 fra le due coppie. Vincere di dieci punti e vincere di duemila non danno lo stesso risultato, ma la distanza fra i due è compressa.

  3. 3.Come si legge la tabella

    La tabella è una scala a gradini: a ogni intervallo di differenza corrisponde una coppia di valori, uno per chi vince e uno per chi perde. Un pareggio o una differenza minima danno valori uguali o quasi; oltre una certa soglia il vincitore prende il massimo e lì si ferma, per quanto grande sia stato lo scarto.

  4. 4.Il tetto, e perché c’è

    Il tetto è la parte che più spesso sorprende chi arriva dai punti secchi: oltre una certa differenza, vincere di più non serve. È voluto. Serve a far contare la costanza su tutti i turni invece della botta singola, ed è il motivo per cui una classifica a VP premia chi gioca bene sempre.

Non esiste una tabella sola

Le federazioni italiane usano tabelle diverse, e molti circoli hanno la propria, tramandata negli anni e magari diversa da quella ufficiale. Prima di un torneo che conta, verifica quale tabella segue il tuo circolo: è la cosa su cui si discute più spesso a fine serata, e si chiarisce in dieci secondi all’inizio.

Il conto, in pratica

Fatto a mano significa, a ogni turno, raccogliere gli score, calcolare le differenze, cercarle sulla tabella, sommare i VP di ciascuno e riscrivere la classifica — mentre la sala aspetta in piedi. È la parte del torneo che non diverte nessuno ed è anche quella dove nascono gli errori.

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